Jacopo Salvadori 

È ufficiale: Mario Belluomo è sano e salvo. L'ingegnere italiano rapito dai ribelli siriani circa due mesi fa, è stato rilasciato questa mattina insieme ad altri due ostaggi russi. La conferma è arrivata soltanto intorno alle 16 dal ministro degli esteri italiano Giulio Terzi di Sant’Agata, dopo che per tutta la giornata la Farnesina ha mantenuto cautela e massimo riserbo.

Per Mosca la situazione era già risolta dalla mattina. Attraverso una nota ufficiale, il ministero degli esteri russo ha comunicato il trasferimento dei due ostaggi Viktor Gorelov e Abdessattar Hassun presso la prorpia ambasciata a Damasco e ha fatto sapere che Mario Belluomo sarebbe stato trasferito, tramite il ministero degli esteri siriano, presso una sede diplomatica italiana. La nota rivela anche che i tre ostaggi sono stati liberati grazie allo scambio con alcuni guerriglieri, prigionieri del regime siriano.

Lo scorso dicembre, Mario Belluomo, dipendente dell'acciaieria Hmisho Steel a Latakia, si trovava in un hotel nella citta’ di Tartous  insieme ai suoi due colleghi russi, quando è stato rapito. I tre stavano collaudando una nuova acciaieria nella zona industriale di Hassia, nei pressi di Homs, dopo che era stata chiusa tre mesi prima la fabbrica centrale a Latakia, per motivi di sicurezza.

All’inizio nessuno avrebbe potuto pensare ci fosse un movente politico dietro al rapimento, per due ragioni fondamentali: la prima perchè i sequestratori avevano chiesto subito un riscatto di 50 milioni di lire siriane, circa 530mila euro; la seconda perchè sei mesi prima era stato rapito il cognato del proprietario dell'acciaieria, che era stato rilasciato in cambio di un'ingente somma di denaro. La liberazione di Belluomo e dei suoi colleghi russi, stando alle dichiarazioni ufficiali di Mosca, smentirebbe questa ipotesi, rivelando che si e’ trattato di un rapimento premeditato da parte dei guerriglieri per ottenere la libertà de alcuni commilitoni imprigionati.

4 febbraio 2013

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