Jacopo Salvadori 

Dopo le elezioni di maggio per il rinnovo del Parlamento non è ancora chiaro se il presidente Bouteflika nominerà o no un nuovo governo. Come ha detto il premier Ahmed Ouyahia, "La Costituzione non impone le dimissioni del governo dopo le elezioni legislative. È il presidente che decide". I risultati delle elezioni hanno sparigliato le carte, assegnando a differenza dei Paesi nei quali è arrivata la Primavera Araba, una netta maggioranza ai partiti laici. Inoltre sei ministri sono stati eletti deputati ed hanno lasciato l'incarico costringendo il presidente ad assegnare l'interim ad altri ministri.

Le elezioni del 10 maggio hanno sancito la vittoria del blocco laico. Ben 221 seggi su 462 totali sono stati conquistati dal Front de Libération National, mentre 70 dal Rassemblement National Democratique dell'ex premier Ahmed Ouyahia, per un totale di 291 deputati. Gli islamici, che hanno presentato i loro maggiori partiti coalizzati nell'Alleanza Verde, hanno invece ottenuto soltaltanto 80 seggi, rovesciando le aspettative della campagna elettorale che li vedeva favoriti.

Sin dai primi risultati definitivi l'Alleanza Verde ha gridato allo scandalo accusando che ci sarebbero state delle manipolazioni col passaggio di voti da una provincia all'altra, con lo zampino addirittura del presidente della repubblica, visto lo scarto tra risultati parziali e definitivi superiore al 50%. I ricorsi presentati al Consiglio costituzionale, presieduto da Tayeb Belaiz, lo scorso 25 maggio, gli hanno dato in parte ragione: l'Alleanza Verde ha guadagnato tre seggi, il Fronte per la Giustizia uno, il Movimento Popolare Algerino uno. Il Partito dei Lavoratori ne ha aggiunti ben 7, mentre il Fronte delle Forze Socialiste 6, permettendo ad entrambi di superare la quota di 20 seggi ciascuno, che permette loro di formare un proprio gruppo in Parlamento. Di brogli hanno parlato anche gli altri 14 partiti, quelli meno votati, che hanno deciso non solo di non presentarsi al giuramento del nuovo parlamento ma hanno dichiarato di volerne creare uno alternativo, aprendo di fatto una frattura tra il blocco socialista e quello laico.

A differenze delle passate consultazioni elettorali, le donne elette sono state circa il 32%, pari a 145 seggi. Secondo elemento di rilievo è stato l'affluenza alle urne, nettamente superiore a quella delle elezioni legislative del 2007, col 44.88% contro il 36, stando ai dati del Ministero dell'Interno. Alcuni osservatori affermano che stando ai dati, per circa il 55% dei cittadini algerini il voto non costituisce uno strumento di espressione e di cambiamento, ma che sollecita quel sentimento di disprezzo, misto a rabbia e rassegnazione che in dialetto algerino viene chiamato "hogra", come dimostra, per certi aspetti, la frantumazione politica che anche in questa tornata elettorale è stata testimoniata dalla presenza di ben 44 partiti e 183 liste indipendenti. I risultati delle elezioni stanno già cambiando i rapporti interni al blocco laico; dato che il Fln, partito di maggioranza, vista la vittoria schiacciante, rivendica la nomina del primo ministro.

Tanti i veleni all'interno dei partiti, in particolar modo nel Rnd dell'ex primo ministro Ouyahia, accusato dai suoi compagni di una gestione troppo autoritaria, a cui si aggiunge anche una disputa tra i due partiti di maggioranza per la spartizione delle cariche.

20 Giugno 2012

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