Ramón González de la Peña Gil 

Dopo due giorni di riunioni a porte chiuse, è nata ufficialmente oggi a Bruxelles la commissione parlamentare UE-Marocco. “Si tratta della prima iniziativa di questo tipo con un Paese del Mediterraneo”, spiega Mbarka Bouaida, copresidente del nuovo organo dal lato marocchino. “L'idea - dice Antonio Panzeri (PD), copresidente del Parlamento europeo - non è solo quella di uno scambio di opinioni, ma di assumere un alto livello politico istituzionale che ci consenta di lavorare insieme ai rappresentanti di governo e Commissione europea, nello sviluppo delle relazioni fra UE e Marocco. Ad esempio ci piacerebbe partecipare alla stesura del prossimo accordo di associazione, che scade nel 2010”.

Tanti gli argomenti da affrontare, dai diritti umani agli scambi commerciali, alla riforma della giustizia e all'armonizzazione legislativa del Marocco rispetto alle regole comunitarie, in particolare sul fronte del lavoro e in questioni sociali. Per quanto riguarda la questione del Sahara occidentale,  “pensiamo - ha detto Panzeri - a collaborazione e dialogo. Valutiamo tutte le ipotesi in campo. Di certo il problema non si risolve su questo tavolo, ma si vede uno sforzo in questa direzione”. Un altro tema caldo è l'immigrazione. “Riteniamo di aver ampiamente contribuito alla politica europea su questo fronte -  dice Bouaida - perché non abbiamo solo mostrato buone intenzioni, ma abbiamo anche ottenuto risultati: il flusso migratorio dal Marocco in Europa, legale e illegale, si è ridotto in maniera consistente”. Il Marocco è passato da essere un paese d'origine ad essere un paese di transizione e destinatario di immigrazione. “Riceviamo immigrati dal Sahara, - aggiunge Bouaida - ma anche da Pakistan e India. Questo ci pone un problema e in questo senso abbiamo anche bisogno dell'Europa. Prima però dobbiamo riconoscere che la politica migratoria si conduce a livello multilaterale e non bilaterale, e con i Paesi vicini, come l'Algeria, che dovrebbero decidere di adottare una politica di completa trasparenza, a parità di condizioni. Non possiamo solo fare accoglienza, senza immaginare misure di accompagnamento”.

In attesa di una risposta concreta del lavoro della nuova comissione, colpisce la forte presenza femminile nella delegazione marocchina: sono sei parlamentari su dieci, contro le due donne nella delegazione dell'UE. Tra l'altro, la copresidente marocchina del nuovo comitato ha 34 anni e non porta il velo. “Io sono la presidente della comissione Esteri del Parlamento del Marocco, - dice Bouaida -, ma in questa delegazione ci sono anche specialiste in diritti umani,  capigruppo parlamentari e giornaliste. Oggi in Parlamento le donne sono a quota 10% e l'età media è di 40 anni. In commissione Esteri l'ufficio è composto prevalentemente da donne: questo dimostra un crescente impegno in politica e spero saremo sempre di più. Nel 2009, alle elezioni comunali, siamo passate dallo 0,5% di presenza come consigliere municipali al 12%”.

7 maggio 2010

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