Israele è pronto a liberare circa mille prigionieri palestinesi in cambio del soldato israeliano Gilad Shalit, tenuto in ostaggio da Hamas da oltre tre anni nella Striscia di Gaza. Ad annunciarlo ieri la radio pubblica israeliana. Nel corso di un'udienza davanti alla Corte suprema, il procuratore dello Stato ha per la prima volta precisato il numero di detenuti palestinesi che potrebbero essere rilasciati nel quadro di un eventuale accordo di scambio con il movimento islamico Hamas. Circa 450 detenuti saranno scelti da Hamas, mentre Israele stilerà la lista degli altri 530 palestinesi.

Tra gli scarcerati eccellenti figurano Marwan Barghouti, leader di al Fatah in Cisgiordania, Ahmad Sadat, leader del Fronte popolare per la liberazione della Palestina e Ibrahim Hamed, ex comandante dell'ala militare di Hamas. Qassam, il leader delle brigate ezzedine in Cisgordania, Jama Abu al Hayja, l’esponente della Jihad islamica, Hasan Salama e il deputato di Fatah Marwan al-Barghouti.

Le prime liberazioni di prigionieri dovrebbero avvenire la prossima settimana, al termine della festività musulmana di Id al Adha. Solo dopo la liberazione dei prigionieri palestinesi – che dovrebbe avvenire in tre diverse fasi – Shalit potrà tornare a casa.

Che un accordo fosse vicino era noto fin da settimana scorsa quando mercoledi una delegazione di Hamas ha consegnato all’Egitto e al mediatore tedesco Al Cairo “le richieste e le decisione definitive del movimento” in merito agli scambi dei prigionieri. 

A renderlo noto il coordinatore delle fazioni della resistenza palestinese a Damasco Khaled Abd al Majid: “una delegazione di Hamas ha avuto a Damasco colloqui con la leadership di Hamas, al termine dei quali è stata adottata la forma definitiva dell’accordo e della lista finale dei detenuti palestinesi” ha spiegato il coordinatore.

“Israele - sottolinea al Majid  - continua a insistere sulla necessità di mandare all’estero alcuni detenuti che verranno rilasciati” mentre Hamas si è detto “d’accordo sull’allontamenento di alcuni prigionieri a condizione che essi stessi diano il consenso”.

Dal quotidiano israeliano 'Ha'aretz' hanno fatto sapere che i colloqui per la conclusione dell'intesa riprenderanno oggi', quando il premier israeliano Benjamin Netanyahu rientrera' in Israele dopo una missione in Germania.

30 novembre 2009

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