Letizia Mancini 

KABUL - Hamid Karzai, Presidente uscente, è stato proclamato nuovamente Presidente del governo afghano, dopo l'annullamento del ballottaggio previsto per sabato in seguito alla decisione dell'unico sfidante, Abdullah Abdullah, di ritirarsi.

"Per protestare contro il cattivo comportamento del Governo e della Commissione elettorale indipendente, non parteciperò alle elezioni del 7 novembre - ha dichiarato Abdullah - Il secondo turno sarebbe ancora peggiore del primo". Dopo averla definita "una decisione difficile", ha precisato di averla presa "per i diritti del popolo, per il processo democratico, per salvare le nostre tradizioni, per i martiri, per il destino e per l'ambizione della nazione".

Dopo questa dichiarazione il presidente della Commissione elettorale indipendente, Azizullah Ludin ha ufficializzato la vittoria del presidente Karzai: "Dichiariamo Hamid Karzai, che ha conseguito la maggioranza dei voti nel primo turno ed è l'unico candidato nel secondo turno, presidente eletto dell'Afghanistan".

I ministri dell’estero del G8 hanno accolto favorevolmente la notizia secondo quanto riportato da una dichiarazione congiunta rilasciata dopo la conferma della presidenza di Karzai: i ministri “si congratulano con il popolo afghano, con il presidente Hamid Karzai e con tutti i candidati alla presidenza per una campagna elettorale che ha affrontato i punti chiave e le sfide che piu' riguardano l'Afghanistan e i suoi cittadini''. “Questo risultato - si legge nel testo - rappresenta una nuova opportunita' per la pacificazione, per un'effettiva e produttiva cooperazione tra tutte le componenti politiche e sociali della societa' afghana che apra la strada ad una nuova stagione di lavoro comune sotto il ruolo guida delle Nazioni Unite, insieme ai membri della comunita' internazionale, inclusi quelli determinanti per la stabilita' di tutta la regione''. 

I ministri degli Esteri dei Paesi G8 invitono Karzai a ''formare rapidamente un efficace, qualificato e credibile nuovo governo che dovrà concentrarsi sulla costruzione e l'implementazione dello Stato e della governance locale, sulla promozione delle legalità, della giustizia, dei diritti umani nonche' sul ripristino della sicurezza e della stabilità. A tale scopo i ministri riaffermano la “decisione di supportare il popolo e il governo afghano nella battaglia comune contro il terrorismo e la droga, nonche' nella promozione di un buon sistema di governance capace di affrontare i gravi problemi socio-economici dell'Afghanistan”.

Non è comunque mancata oggi una reazione da parte del rivale Abdullah che accusa il governo di mancata legittimità: "Un governo che va al potere senza il sostegno della popolazione - ha affermato Abdullah - non puo' combattere contro i fenomeni delle minacce terroristiche, della disoccupazione, della poverta' e contro centinaia di altri problemi".

Oltre a ribadire l’incompetenza della commissione elettorale Abdullah ha affermato che "la decisione di confermare Karzai alla presidenza non ha alcuna base legale, lascio che sia la popolazione dell'Afghanistan a giudicare".
 
L'ex ministro degli Esteri afghano ha quindi sottolineato che continuera' a "lavorare e battersi per lo stato di diritto, per la buona governance, la trasparenza e per portare il cambiamento di cui necessita la popolazione dell'Afghanistan".

Intanto Karzai ha iniziato il suo lavoro da presidente neoeletto, affermando, nella prima conferenza stampa da presidente: “tenteremo di portare la pace in tutto il Paese. Inoltre chiediamo ai nostri fratelli talebani di tornare in Afghanistan, e su questo chiediamo l'assistenza e la cooperazione della comunità internazionale".
"La pace - ha proseguito Karzai - sarà possibile quando tutti gli afgani saranno uniti e parleranno con una sola voce, lavorando insieme per un governo di unità che rappresenti tutti. La corruzione ha diffamato l'Afghanistan e lotteremo con ogni mezzo per sradicare questa mala pianta".

4 novembre 2009

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