Letizia Mancini 

Sono cominciati  mercoledi a Damasco due significativi giorni di incontri bilaterali tra il Re saudita Abdullah Bin Abdullaziz e il presidente siriano Bashar Al Assad. Il vertice tra Assad e Abdullah è molto importante visto che i rapporti tra i due paesi si erano congelati a causa delle diverse posizioni politiche e diplomatiche assunte negli anni dai due Paesi e definitivamente interrotte dopo l’assassinio del premier libanese Rafik Hariri a Beirut nel 2005.

Da qui l’importanza della visita del Re saudita, protagonista di un viaggio finalizzato a porre le basi, economiche e diplomatiche, per una normalizzazione dei rapporti tra due importanti personalità del mondo arabo.

Risultato tangibile del vertice si è registrato sul piano economico; i due Paesi, infatti, hanno firmato un accordo per abolire la doppia tassazione dei capitali e contrastare l’evasione fiscale. Le misure adottate dovrebbero anche favorire un incremento degli investimenti tra i due Paesi. 

Maggior incertezza sul piano diplomatico dell’incontro: le due parti avrebbero discusso di politica internazionale, con particolare attenzione al conflitto israelo-palestinese. Al termine dell’incontro un portavoce del presidente siriano ha parlato di “eccellente coordinamento” tra Arabia Saudita e Siria, che va ad aggiungersi “al coordinamento di Damasco con la Turchia e l’Iran, atto a creare un clima ideale per affrontare le sfide che si pongono ai paesi arabi e islamici”.

Un governo di unità nazionale per il Libano, rispetto per l’indipendenza e la sovranità dell’Iraq, sostegno alla causa palestinese, rilancio dei rapporti economici e politici bilaterali. Queste sono le conclusioni ufficiali dei due giorni della “storica” visita del re saudita Abdullah a Damasco, a quanto riferiscono i comunicati delle rispettive agenzie nazionali, la siriana SANA e la saudita SPA.

9 ottobre 2009

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