Letizia Mancini 

Si è riunita giovedi scorso l’assemblea dei peasi membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU a Ginevra, il cosiddetto gruppo del 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania) per predisporre i negoziati chiarificatori del programma nucleare iraniano.

Diversi sono stati gli accordi raggiunti circa il programma nuclerare iraniano durante l’incontro, che ha avuto, a margine, anche un vertice bilaterale Stati Uniti-Iran, rappresentati dal sottosegretario americano William Burns, e dal capo negoziatore iraniano Said Jahili.

É stato lo stesso presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a rendere note le conclusioni dell’incontro definendolo importante, ma “senza dimenticare che non può bastare un impegno a parole per far diminuire le pressioni USA e della Comunità Internazionale”. Il Presidente ha concluso affermando che “sulla questione del nucleare l’incontro deve essere seguito da azioni construttive da parte del governo iraniano”.

Al termine del faccia a faccia, le dichiarazioni ufficiali delle due delegazioni, americana e iraniana, hanno confermato che almeno il clima è cambiato. «Consideriamo costruttiva l'atmosfera in cui si sono svolti i colloqui di Ginevra» ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Manoucher Mottaki, aggiungendo: «speriamo che la controparte abbia la stessa volontà politica e la stessa determinazione». Mottaki ha comunque ribadito il diritto di Teheran a ottenere uranio arricchito per un programma nucleare civile mirato alla produzione di elettricità. Alle sue parole hanno fatto eco quelle di Hillary Clinton: «Diverse questioni sono state messe sul tavolo e discusse» ha detto il segretario di Stato americano, «e ora dobbiamo attendere e vedere se e quanto rapidamente l'Iran risponderà. Credo che sia stata una giornata produttiva, ma non abbiamo ancora avuto prove concrete, perciò continueremo ad aspettare e a portare avanti il nostro punto di vista per vedere cosa l'Iran deciderà di fare. Lo considererò un segnale positivo quando si passerà dai gesti e dall'impegno alle azioni e ai risultati».

Proprio nei giorni successivi al meeting di Ginevra si sono verificati i primi passi verso quella concretezza ambita dagli Stati Uniti: il governo iraniano si è reso disponibile ad aprire le porte agli ispettori della agenzia internazionale per l’energia atomica del secondo sito nucleare vicino alla città di Qom. A ufficializzare l’arrivo delgi ispettori, stabilito per il 25 di questo mese, è stato lo stesso Said Jahili.

Un ulteriore accordo a cui si è giunti è stato reso noto dal capo della diplomazia europea, Javier Solana: è stato confermato che il dialogo con l'Iran verrà intensificato e soprattutto che l'uranio iraniano destinato al reattore nucleare di ricerca di Teheran verrà arricchito all'estero. La proposta era stata avanzata dallo stesso Ahmadinejad, e Francia, Russia e Stati Uniti avevano già dato la loro disponibilità.

Il prossimo appuntamento per verificare gli eventuali miglioramenti nelle relazioni con l’Iran e per decifrare ulteriormente la situazione del nucleare iraniano è stato fissato per il 25 ottobre a Vienna.

5 ottobre 2009

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