Dopo l’appello del Primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, all’Autorità Nazionale Palestinese per iniziare nuove conversazioni di pace, la risposta non ha tardato ad arrivare. Da Ramallah, il capo negoziatore palestinese, Saeb Erekat, ha affermato che l’appello di Netanyahu è stato “poco serio”. “Non siamo contro i negoziati di pace con gli israeliani, però il governo di Netanyahu è il primo che impone condizioni al dialogo”. Secondo Erekat, Netanyahu vuole “soltanto mostrare alla comunità mondiale che sta invitando al dialogo i palestinesi e che loro lo rifiutano”. Alla intervista pubblicata sul giornale egiziano “October”, il presidente Mahmoud Abbas ha ribadito che le frontiere dello stato palestinese sono quelle del 1967. “Sono quelle riconosciute dal resto del mondo e includono Cisgiordania, Mar Morto, il fiume Giordano e Gerusalemme”, ha detto Abbas.

14 luglio 2009

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