Nella sua prima visita ufficiale ad Israele, il Papa Benedetto XVI si è recato, lo scorso lunedì, al Memoriale Yad Vashem, in omaggio ai 6 milioni di ebrei uccisi dai nazisti. “Che i nomi di queste vittime non periscano mai. Che la loro sofferenza non sia mai negata, ignorata o dimenticata", ha detto il pontefice. Il presidente di Israele, Shimon Peres, ha detto che "i legami di comprensione e riconciliazione" tra la Santa Sede e il popolo ebraico sono ora in fase di costruzione, sottolineando ancora che la comprensione tra i leader spirituali può aprire la strada per i leader politici.

Benedetto XVI ha inoltre colto l'occasione per ribadire ulteriormente la politica del Vaticano, difendendo la creazione di un stato palestinese “perchè entrambi i popoli possano vivere in pace nel loro paese, all'interno di confini sicuri e riconosciuti a livello internazionale".

Oggi il Papa si riunirà a Gerusalemme con i principali leader delle religioni ebraica e musulmana. Benedetto XVI visiterà la Cupola della Roccia, nella Spianata delle Moschee, considerata il terzo luogo più sacro per i musulmani e incontrerà il Gran Mufti di Gerusalemme, Akram A-Sabri. Sua Santità visiterà anche il Muro del Pianto, considerato il luogo più sacro della religione ebraica.

Il pontefice ha affermato di essere convinto che nessuno nella terra considerata da molti come la Terra Santa “vuole violenza, insicurezza o divisione per i figli” e ha assicurato che “ascolta il grido” coloro che chiedono “giustizia, pace, rispetto per la dignità, sicurezza stabile, una vita quotidiana libera dalla paura, dalla violenza e dalle minacce esterne”.

12 maggio 2009

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