Monika Kaminska 

George Mitchell, inviato USA in Medio Oriente, farà visita oggi a Ramallah. Il rappresentante personale di Barack Obama incontrerà alcuni esponenti di Fatah e il primo ministro dell’Anp Haniyeh, e con ogni probabilità ribadirà la volontà di Washington di rilanciare i negoziati di pace seguendo il principio di “Due popoli, due Stati”. Lo stesso principio che ieri, durante la visita in Israele, è stato accolto senza entusiasmo dai vertici dell’esecutivo israeliano. 

Lieberman continua a invocare “formule nuove” per trovare una soluzione dal momento che “il processo di pace è giunto a un punto morto e che gli approcci tradizionali finora non hanno portato ad alcuna soluzione o alcun risultato”, mentre il primo ministro Netanyahu, parlando con Mitchell, ha detto che “Israele si aspetta che i palestinesi riconoscano lo stato di Israele”.

“E’ ovvio che l’attuale governo israeliano respinga la soluzione dei due Stati e gli accordi che ha già sottoscritto”, ha dichiarato Mitchell riferendosi al piano di pace firmato nel 2003 da Israele. Per l’amministrazione Obama non ci sono alternative, il conflitto israelo-palestinese potrà essere risolto solo ed esclusivamente con un accordo basato sul principio dei due Stati indipendenti. Soluzione che rischia di allontanare i due alleati, in quanto non condivisa dagli interlocutori israeliani.

17 aprile 2009

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