Donatella Mercanti 

Tutti  coloro che oggi lottano  per la libertà combattono in ultima analisi per la bellezza”, scriveva Albert Camus, e si interrogava sulla possibilità di realizzare una nuova cultura mediterranea. “Non esiste cultura più o meno grande. Esistono culture più o meno vere. Noi vogliamo solo aiutare un paese a esprimere se stesso. Localmente. Il principio è l’uomo. Vogliamo ricongiungere la cultura alla vita”. Queste sono alcune annotazioni di Camus raccolte nei suoi Saggi Solari, ancora oggi spunto di riflessione. 

Amerò sempre il mare. Il mare placherà sempre tutto dentro di me”.

Il mare mediterraneo della sua Algeri, oggi il mare dei profughi in cerca di speranza, il mare incendiato dai conflitti.

Rivoluzioni, sconvolgimenti politici, lotte religiose e civili, il momento storico che attraversa il mediterraneo è esplosivo, i giovani artisti arabi che amano il loro paese lo hanno raccontato e documentato in film, cortometraggi d’avanguardia, mostre fotografiche, romanzi, con sensibilità, con occhio vivo e intransigente.

Dal 3 al 6 Ottobre, alle Manifatture Knos di Lecce, si inaugura la terza edizione dello Yalla Shebab Film Festival, l’unica kermesse cinematografica europea dedicata ai giovani del mondo arabo e alle loro nuove tendenza artistiche, ai nuovi protagonisti che lottano  per un rinnovamento spirituale del loro paese d’origine, osservatori originali e attenti. Tra i titoli in programma un’anteprima europea Harrag W’Marag della giovane film maker egiziana Nadine Khan che sarà presentato dal direttore della Fotografia Abdel Salam Moussa, e due anteprime internazionali di grande rilievo, Andalousie, mon amour, alla presenza del regista Mohamed Nadif,  il suo primo lungometraggio, e Leaving Baghdad di Koutaiba Al-Janabi.  

Al Festival approdano anche registi che sono stati apprezzati alla Biennale di Venezia 2013, Jamal Penjweny con Another Day, e Mohanad Hayal con Happy Birthday, si raccontano le conseguenze della guerra, i lunghi, tragici, esodi dei rifugati, gli ideali politici e la violenza di regimi e sconfitte, le vite che attendono di ricominciare altrove, in Occidente o ancora nel loro mondo, la corruzione del potere. 

E’ l’affresco di un altro grande Impero, paragonabile a quello Romano, che si è sfaldato materialmente e moralmente, ma custodisce in sé aneliti di rinascita. In programma anche il capolavoro di Mahdi Fleifel  A World Not Ours, A Letter to Ahmad del giovanissimo Alaa El- Ali, La vierge, les copte et moi, di Namir Abdel Meseeh.  Lo scrittore Hassam Blasim racconterà al pubblico italiano il successo del suo libro d’esordio, Il matto di piazza della libertà, Hassam è uno dei migliori scrittori attuali di narrativa araba, nei suoi racconti surreali e ironici la stanchezza, l’assurdità e le ferite portate dalla guerra. Simona Ghizzoni con Lie in wait, un progetto fotografico multimediale, racconta la vita delle rifugiate irachene in Giordania, da Focus on Syria  sono tratte altre sue immagini significative di profughi siriani in Giordania e in Libano.  In questo ricco festival pugliese non è assente la voce rap e irriverente di Amir Issaa, protagonista dell’appello-video Caro Presidente, rivolto a Giorgio Napolitano, Amir ha ottenuto la nomination al David di Donatello per la colonna sonora di Scialla! 

L’altra, interessantissima, novità di questa edizione dello Yalla Shebab Film Festival è la proiezione dei film dei tre finalisti del Premio Italia, un concorso riservato ai filmmakers italiani under 35 che raccontano il medio oriente. Lo Yalla Shebab Film Festival  arriva a Lecce grazie a  Mille Eventi Nell’Aria ed è sostenuto dall’Apulia Film Commission e dall’Istituto di Culture Mediterranee della provincia di Lecce con la collaborazione di Beirut DC.

24 settembre 2013

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