Jacopo Salvadori 

Per  la prima volta nella storia il Kuwait parteciperà alla Biennale d’Arte di Venezia, che inizierà il prossimo 29 maggio e avrà come tema Il Palazzo Enciclopedico, secondo l'idea utopistica dell'artista autodidatta italo-americano Marino Auriti di un museo immaginario che dovrebbe ospitare tutto il sapere dell’umanità, che ha affascinato Massimiliano Gioni, direttore di questa 55°edizione della mostra.

Dalla sua indipendenza il Kuwait ha messo in moto un processo artistico che in breve tempo è cresciuto sia all'interno del Paese, sia a livello internazionale con il riconoscimento di alcuni artisti simbolo come Sami Mohammad, Tarek el Ghoussein e Ala Younis. La partecipazione del Kuwait alla Biennale non rappresenta perciò un punto d'arrivo, bensì un altro passo in continuità con la crescita artistica del Paese.

Sami Mohammad, uno dei più importanti scultori kuwaitiani, mostrerà le sue due opere più conosciute nel padiglione dedicato Opere Nazionali curato da Ala Younis, con l'obiettivo di reinterpretare a livello artistico il progetto di modernizzazione del Kuwait.

Ma non è un caso che sia stata scelta proprio la scultura per avviare la collaborazione tra il Kuwait e la Biennale. E' stata infatti la forma d'arte attraverso cui la scena artistica kuwaitiana si è fatta conoscere fin dagli anni novanta.

Saranno presenti anche molti Paesi del Medio Oriente come l'Iraq, l'Egitto, Emirati Arabi Uniti, Israele, il Libano. Il Bahrein, come il Kuwait, parteciperà ufficialmente alla Biennale per la prima volta.

10 maggio 2013

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