Jacopo Salvadori 

Si è appena concluso il Mediterraneo Video Festival, concorso internazionale del cinema documentario giunto alla sua quindicesima edizione, che ha visto trionfare "Escapeland" del regista israeliano Oren Tirosh. Ospitata dalla città di Agripoli (SA) dal 21 al 23 settembre, la rassegna è stata ricca di incontri, confronti, dibattiti e proiezioni su tematiche attuali: religione, spiritualità e dialogo tra i popoli. Obiettivo dell'associazione Medfest, organizzatrice dell'evento e membro del Consiglio Internazionale Cinema e Televisione dell'Unesco: approfondire i rapporti tra le identità dei popoli del mediterraneo e il "cinema del reale" - ovvero quei film documentari girati dal vero - raccontando eventi e cambiamenti nel tempo.

Ben otto i film in gara per il "Concorso Lungometraggi/Feature Films Competition", girati in tutto il mondo: dall'Italia alla Nuova Zelanda, dalla Lituania al Libano, dai Paesi Bassi allo Stato d'Israele.
Con la mostra "Guerra Vintage" di Tonino Mattu si è aperto ufficialemente il festival, cui è seguita la prima proiezione in programma: "Against the Current", documentario uscito nel 2011, del regista libanese Michèle Tyan, che racconta di come il potere della fede possa combattere la discriminazione, l'intolleranza e l'ingiustizia sociale.

Gli altri film proiettati sono stati: "I Am the River", girato nel 2010 dal regista Luigi Cutore, "Romero Voce dei Senza Voce", uscito nel 2010 e diretto da Maite Carpio e "Piccola Terra" di Michele Trentini, di recente realizzazione. Ma è stata "Escapeland", pellicola del 2009, diretta dal regista israeliano Oren Tirosh, a vincere il premio come miglior documentario del festival. Il lungometraggio racconta la storia d'amore tra una giovane donna israeliana e un sudanese musulmano che, insieme ai figli, dovranno superare ostacoli politici ed economici per poter vivere insieme come una normale famiglia.

La giuria, composta da Alessandra Vanzi, attrice, Elisabetta Caracciolo di Brienza, produttrice del documentario "Canto per Cheikh" e da Paolo Lapponi, sceneggiatore, è rimasta infatti colpida dalla "personalissima capacità narrativa dell’autore nel partecipare, condividere e seguire nel tempo le vicende dei protagonisti e per la poetica sensibilità con cui documenta l'amore forte e tenace da tutti ostacolato, simbolo dell'incontro tra due culture diverse sul tragico sfondo della situazione geopolitica mediterranea".

Menzione speciale ex aequo a "Ub-Lama" della lituana Egle Vertelyte "per la modalità particolarmente poetica – ha spiegato la giuria - con la quale l’autrice riesce a mescolare tradizione e modernità trasformando il lavoro documentario in una sorta di favola in cui il piccolo protagonista ribelle sceglie la strada della libertà" e a Sabrina Varani per il suo "Riding for Jesus" "per lo sguardo ironico e curioso – ha proseguito - con cui l'autrice fotografa una realtà marginale e derelitta seguendo on the road i suoi protagonisti nel racconto di una redenzione rock dalla violenza alla salvezza", mentre il premio del pubblico è andato a "(R) Esistenza" di Francesco Cavaliere.
Il Premio speciale Medfest 2012 è andato allo scrittore Andrea Manzi e all'ex parroco della chiesa di S. Maria della Provvidenza, don Aniello Manganiello, autori di "Gesù è più Forte della Camorra", libro che racconta i sedici anni trascorsi dall'ex sacerdote a Scampia.

28 settembre 2012

Vai all'inizio della pagina