Ramón González de la Peña 

La Knowledge Economic City (KEC) a Medina, il primo quartiere dell'Arabia Saudita dove tutti gli edifici saranno collegati via dati, voce e video connessioni, porterà anche una rivoluzione culturale: una parte della città sarà abitata da non-musulmani, una novità nella storia della monarchia del petrolio. Alle persone che non professano l'Islam è infatti proibito vivere nelle due città sante dell'Arabia Saudita e del mondo islamico in generale: La Mecca e Medina. La KEC, che si estenderà appena fuori dal perimetro della zona proibita chiamata al-Haram, ha molte ambizioni: oltre a proporsi come una finestra sull'Islam per credenti e non, si svilupperà come un centro di eccellenza per attività di ricerca nei settori della biomedica e delle tecnologie dell'informazione, servirà da strumento per il finanziamento di quartieri residenziali per i gruppi sociali più bisognosi e per offrire un’area di servizi turistici, in particolare durante l'Haj, il pellegrinaggio annuale che ogni musulmano deve fare almeno una volta nella vita.

Costruita su terreni donati dal re, Abdullah Bin Abdul Aziz, la prima fase della KEC sarà ultimata nei prossimi cinque anni, mentre la sua completa realizzazione, con un investimento di 6,5 miliardi di euro, occorrerà attendere 15 anni. Tutti i proventi dalla vendita degli immobili saranno destinati al Fondo di carità, che porta il nome del sovrano, e riutilizzati per costruire case per i sauditi meno abbienti. Una volta terminata, nella cittadina troveranno posto 150.000 abitanti che potranno usufruire, oltre che di vaste strutture commerciali, anche di una stazione per treni ad alta velocità che collegherà Gedda, Mecca e Medina. La città sarà inoltre sede di industrie biomediche e delle tecnologie dell'informazione con il dichiarato intento di trattenere "cervelli" e professionalità regionali in Medio Oriente e di diversificare ulteriormente l'economia saudita svincolandola dalla produzione di petrolio.

I residenti del KEC potranno inoltre godere di un parco tematico e di un museo islamico. Un centro  per gli studi islamici promuoverà attività intellettuali legate ai valori e alle arti islamiche, e affronterà anche questioni più pragmaticamente economiche, analizzando specifici prodotti bancari e finanziari rispettosi dei dettami dell'Islam.

13 maggio 2010

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