Si è tenuta dal 3 al 7 febbraio a Firenze, il primo festival italiano dedicato al Medio Oriente contemporaneo. Quattordici film di giovani registi premiati nei migliori festival internazionali e mai distribuiti in Italia, provenienti da Israele, Palestina, Iraq, Kurdistan, Kuwait, Libano, Emirati Arabi.

FOCUS IRAN:
La prima edizione di Film Middle East Now ha presentato un focus speciale sul nuovo cinema Iraniano e sui recenti documentari che raccontano il Paese. Un ritratto inedito di Ahmadinejad filmato tra la gente delle campagne iraniane, la vita quotidiana a Teheran ripresa segretamente prima delle elezioni e degli scontri con un telefonino, la musica rock nell’Iran del radicalismo islamico. Sono solo alcune delle tematiche degli 8 film e documentari che hanno animato il Focus sull’Iran. Contenuto speciale del Focus Iran anche la mostra del fotografo Paolo Woods “Camminami sugli occhi. L’Iran nelle foto di Paolo Woods” alla Fondazione Galleria Marangoni - FSM Gallery dal 4 febbraio al 14 marzo. La mostra fotografica e’ un ritratto dell’Iran contemporaneo, della complessita‘ e teatralita‘ della societa‘ iraniana, attraverso 5 anni di lavoro sul campo.

ALTRI EVENTI:
L’Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze in collaborazione con l’associazione culturale Map of Creation ha presentato proprio la mostra “Camminami Sugli Occhi”.  Da oltre cinque anni Woods lavora ad una serie di ritratti della popolazione iraniana. Nei suoi scatti racconta di un paese più vasto, più umano e più complesso dei clichè che caratterizzano l’Iran dai tempi della Rivoluzione Islamica. In un momento in cui il paese sta vivendo sconvolgimenti epocali e si trova al centro dell’attenzione internazionale, Woods vuole indagare più profondamente nella psiche e nell’identità nazionale degli Iraniani, usando come prisma i singoli individui.

IN CITTÀ:
Il festival si è concluso domenica 7 febbraio con l'anteprima italiana del film I Gatti Persiani di Bahman Ghobadi. Grande partecipazione di pubblico a tutte le proiezioni al Cinema Odeon e all’Auditorium Stensen, quasi sempre si e' registrato il tutto esaurito, e c'è stato grande coinvolgimento anche nei dibattiti con i registi dopo le proiezioni. Un pubblico da grandi occasioni – oltre 400 persone - all’inaugurazione della mostra Camminami sugli occhi, tutto esaurito per la serata libanese A Cena con il Medioriente, tanta gente intervenuta agli incontri e ai dibattiti con i protagonisti della rassegna, al Teatro del Sale, in Consiglio Regionale a Palazzo Bastogi, all'Hotel L'Orologio in Piazza Santa Maria Novella, e nei dopo-festival al Caffe' Sant'Ambrogio.

“I nostri piu' cari ringraziamenti a tutti i partecipanti, ai registi che sono stati con noi in questi giorni, alle istituzioni, alle associazioni e alle persone che hanno supportato la rassegna, a TUTTI I VOLONTARI che con il loro tempo e il loro lavoro hanno contribuito a rendere possibile Film Middle East Now... e a portare a Firenze un pezzo di Medio Oriente. Grazie di cuore!" ha concluso uno degli organizzatori.

Film Middle East Now è stato organizzato da Map of Creation, associazione culturale no profit basata a Firenze e attiva nella produzione di film documentari e nella realizzazione di eventi culturali. 

Il focus del programma ha visto la proiezione di otto film iraniani che raccontano il paese. L'audio dei film era in farsi, con sottotitoli in italiano ed inglese. Fra il Cinema Odeon ed l'Auditorium Stensen sono stati proiettati I gatti persiani (Iran, 2009, 90 minuti), di Bahman Ghobadi, scritto assieme alla giornalista americana di origine iraniana Roxane Saberi. È un film che racconta la storia di due ragazzi che vogliono diffondere in Europa un messaggio di pace e speranza attraverso la musica. Ha vinto il premio speciale “Un certain regard” all'ultimo Festival di Cannes.

About Elly (Iran, 2009, 119 minuti) di Asghar Farhadi, ha vinto l'orso d'argento all'ultimo Festival di Berlino e è candidato agli Oscar 2010. Elly, Ahmad (un iraniano ritornato dalla Germania) e altri ex compagni d'università vivono una serie di bugie e inganni vicino al Mar Caspio. Di questo stesso regista si è proiettato il film Fireworks Wednesday (Iran, 2006, 104 minuti). Sullo sfondo della festa del fuoco, che ha assunto il carattere di protesta collettiva a Tehran negli ultimi tempi, una casalinga si trova nel mezzo di una lite domestica tra i suoi capi.

Without Permission (Francia, Iran, 2009, 83 minuti), della regista Sepideh Farsi. Con un cellulare, la regista ha girato scene quotidiane della città che mostrano la sua diversità, un altro ritratto di Tehran prima delle manifestazioni contro il governo.

L'unico film coi sottotitoli soltanto in italiano è Letters to the President (Canada, Iran, 2009, 72 minuti), del regista ceco-canadese Petr Lom. Questo documentario di tematica politica è un ritratto inedito del presidente Ahmadinejad durante l'ultima campagna elettorale. For a Moment of Freedom (Austria, Iran, 2008, 110 minuti), candidata alle Oscars 2010, racconta la storia di tre gruppi di refugiati iraniani e curdi che hanno fuggito dall'Iran e dall'Iraq.

L'ultimo film iraniano proiettato è stato Frontiers Blues (Iran, UK, Italia, 2009, 95 minuti), di Babak Jabali, che narra quattro storie intrecciate che avvengono nel nord dell'Iran.

Oltre a questi film iraniani, sono stati proiettati film di altri paesi arabi ed in arabo come il documentario The One Man Village (Libano, 2008), di Simon El-Habre; in arabo e francese: The North Road (Libano, Francia, 2008), di Carlos Chahine; in arabo e inglese: Amreeka (Stati Uniti, Canada, Kuwait, 2009), di Cherien Dabis, e Transit Dubai (Dubai, Olanda, 2008), di Ineke Smits; e in ebraico e arabo: The Beetle(Israele, 2008), di Yishai Orian, e Fatenah (Palestina, 2009), di Ahmad Habash. Questo ultimo film, di soltanto 30 minuti, è il primo film d'animazione mai realizzato in Palestina. Angels Die in the Soil (Iran, 2008), di Babak Amini è un film iraniano, ma girato in curdo.

Per finire, la presentazione di due libri che si è svolta durante il festival. Il libro del giornalista iraniano Ahmad Rafat Iran: La rivoluzione online. L'onda che travolge il paesi degli ayatollah (Cult Editore), e da un'altra parte l'opera di Alberto Negri, giornalista e inviato del Sole24ore, Il turbante e la corona. Iran, trent'anni dopo (Edizioni Tropea).

9 febbraio 2010

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