Giulia Brugnolini 

Gli Emirati Arabi Uniti sono ormai abituati a far parlare di sé per le costruzioni faraoniche, ma dopo i cospicui investimenti nel turismo e nel commercio di lusso, stavolta sbaragliano il settore della Green Economy . Proprio due giorni fa a Madinat Zayed, alle porte della capitale Abu Dhabi è stato inaugurato Shams I - dall’arabo “sole”- il più grande impianto solare mai realizzato in Medio Oriente che si estende su due chilometri e mezzo di deserto. Attraverso l’impiego della tecnologia del solare a concentrazione, che unisce la tecnica fotovoltaica all’uso di specchi per rifrangere i raggi solari e moltiplicar ne la potenza, produce fino a 100 megawatt, rifornendo di energia circa ventimila famiglie. Chi ha investito i 460 milioni di dollari necessari è un consorzio composto dalla compagnia petrolifera francese Total e dalle multinazionali delle energie alternative Abengoa e Masdar, rispettivamente spagnola e emiratina. Con questo nuovo impianto Shams, il 10% della potenza solare mondiale si concentra negli Emirati.

Anche se gli stati del Golfo rappresentano ancora la porzione più ampia del totale degli esportatori di petrolio, la consapevolezza di avere ancora pochi decenni prima che le riserve inizino a diminuire e l’aumento del fabbisogno energetico dell’area ad un tasso dell’otto per cento annuo, li ha resi più lungimiranti. “Il Medio Oriente non sarà considerato solo uno dei maggiori produttori ed esportatori di greggio ma uno dei principali esportatori di energie rinnovabili al mondo” ha commentato Adnan Amin, segretario generale dell'Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili, l’ente creato nel 2011 e per il quale si è scelta come sede proprio Abu Dhabi. Infatti anche l’Arabia Saudita ha intrapreso un percorso parallelo a quello degli Emirati con investimenti che sfiorano il miliardo di euro, in un programma che nel 2030 consentirà la produzione di 54 megawatt di energia rinnovabile. La Giordania ha avviato a sua volta una propria strategia energetica sulle rinnovabili ma, a differenza delle monarchie del Golfo che hanno optato per i maxi impianti, il Regno hashemita si sta concentrando sulla microdiffusione degli impianti solari.

Shams è una pietra miliare per la diversificazione economica del Paese e rappresenta un passo avanti verso il raggiungimento di una sicurezza energetica a lungo termine" ha dichiarato il presidente degli Emirati Khalifa Al Nahyan. E se è vero che la bandiera degli Emirati ha una striscia nera che simboleggia il petrolio, ne ha anche una verde che rappresenta la fertilità ed’ora in poi, forse, l’ambiente.

19 marzo 2013

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