Emanuela Ulivi 

Il 1° maggio il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è volato in Kuwait dove ha incontrato le più alte cariche dello stato e, nel pomeriggio, il contingente italiano impegnato all’interno della Coalizione Internazionale contro lo Stato Islamico, di stanza nell’emirato. Accompagnato da una folta delegazione, il premier Gentiloni è stato ricevuto dall’Emiro, Sheikh Sabah Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah alla presenza di S.A. il Principe della Corona Sheikh Nawaf Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah, nonché del Primo Ministro Sheikh Jaber Al-Mubarak Al-Hamad Al-Sabah e di numerosi ministri. Durante l’incontro si è discusso non solo delle solide relazioni che legano l’Italia e il Kuwait e dei modi per rafforzarle, ma anche di della posizione del due Paesi rispetto alle questioni regionali e internazionali.

Il premier ha poi visitato il contingente italiano nella base Ali al Salem, vicino al confine iracheno. Dall’ottobre del 2014 la Task Force Air - Kuwait dell’Aeronautica Militare opera in sinergia con le varie componenti della Coalizione internazionale anti-Daesh con il compito di effettuare operazioni di intelligence, sorveglianza, ricognizione aerea, supporto alla guerra elettronica e rifornimento in volo, impiegando aerei Predator, AMX, e Tanker Boeing KC767, dislocati presso le basi Aeree di Ali Al Salem, Ahmed Al Jaber e Ali Al Mubarak.

Rivolgendosi ai militari, coi quali ha festeggiato il 1°maggio, il Presidente del Consiglio ha affermato che “L'Italia considera il lavoro che si fa qui di importanza straordinaria per contribuire all'interesse non solo strategico, legato ad esigenze di politica estera, ma direttamente legato alla sicurezza del nostro Paese e delle nostre famiglie, con il vostro lavoro contribuite alla sicurezza di tutti gli italiani”. Sulla guerra in corso contro lo Stato Islamico, Gentiloni ha anticipato che “nel 2016 la parte di territorio controllata dall’Isis si è ridotta drasticamente e sappiamo che è possibile arrivare nei prossimi mesi alla sconfitta definitiva della roccaforte principale di Mosul così come quella di Raqqa in Siria”, ed ha sottolineato l’importanza simbolica e psicologica fondamentale di questa sconfitta “perché farà venire meno finalmente il mito di una sorta di invincibilità dello stato terroristico”. Un mito "sanguinario, grazie al quale si alimentano - anche con internet - le azioni di gruppi terroristici in giro per il mondo”.  E rivolgendosi ancora ai soldati, Gentiloni ha detto loro:  “Se con il vostro lavoro contribuirete a distruggere quel mito avrete dato un contributo fondamentale alla nostra sicurezza. È per questo che l’Italia è orgogliosa del vostro lavoro”.  

3 maggio 2017 

 

Foto dal web site della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ulteriore documentazione fotografica sul web site della Presidenza del Consiglio dei Ministri: 

http://www.governo.it/media/gentiloni-visita-kuwait/7234

http://www.governo.it/media/visita-del-presidente-gentiloni-kuwait/7233

 

 

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