Margherita Calderoni 

Quando si hanno dei desideri su cui fantasticare, in italiano si dice “fare castelli in aria”. Per Aisha Al Saif  , giovanissima studentessa kuwaitiana, i sogni sono diventati realtà proprio a Castelli, pittoresco paese alle pendici del Gran Sasso in Abruzzo,Italia, noto come “Paese della ceramica”.

Prima di tornare a Londra, per conseguire un BA in Ceramic Design al St Martins College of Art and Design, Aisha è infatti andata un paio di settimane a respirare “storia, arte e cultura” italiana nello splendido scenario di questo antico borgo montano, grazie alla sponsorizzazione di Loyac e all’ organizzazione di Sartoria Italia. Fu questa a portare “castelli in Kuwait” lo scorso maggio e Aisha fu una delle tante persone ad essere colpita dalla mostra allestita nell’Arraya Centre, tanto da afferrare al volo l’occasione per un “corso su misura” di ceramica, con lezioni individuali e traduttore personale.
 -Questo progetto di scambi studenteschi rientra nelle attività culturali parallele a quelle commerciali della società- spiega Alain Roncoletta, ideatore di Sartoria Italia 
Stiamo proprio cercando di fondare una scuola di ceramica in Kuwait e l’esperienza di Aisha a Castelli, grazie anche al Prof Verdone e al Dr Consorti, è il nostro fiore all’occhiello.-

Di sicuro un successo, perché lei è tornata entusiasta. 
Sono stati giorni incantevoli in un posto stupendo-dice-ho imparato molte cose nella tecnica e nel disegno in un ambiente stimolante e amico. E’ un borgo autentico, senza tracce di globalizzazione, le persone spontanee, gentili, affabili ti fanno sentire a tuo agio come a casa tua. E poi le montagne sono splendide. Sono rimasta incantata dal paesaggio, dai colori, dalla luce, dalla freschezza della natura e dal calore della gente.-
Le stesse virtù che colpirono i monaci benedettini che qui introdussero la ceramica smaltata nel XII secolo, un’arte continuata nei secoli fino alle scuole contemporanee delle famiglie Grue, Gentile, Cappelletti, i cui oggetti sono conservati a Museo della Ceramica e ispirano oltre 100 ditte artigiane, che Aisha ha visitato nella sua esplorazione del paese, di cui è stata la beniamina.
E’ un posto che stimola l’ispirazione artistica-continua- niente stress, niente pressione, ti siedi e ti godi l’arte, manualmente, visivamente, creativamente.
-  Le botteghe sono anche laboratori, tutti si conoscono, tutti ti invitano a conoscerli.
Dovessi insegnare un giorno in Kuwait, cosa porteresti della tua esperienza italiana?
Proprio il modo di insegnare: aperto all’esplorazione, senza rigidi schemi tecnici. Prima di tutto bisogna fare qualcosa che piace e ti dia soddisfazione, poi viene lo studio, la tecnica. Prima fare quanto sei capace e che ti nasce da dentro, poi vedere come è bello fare certe cose per suscitare interesse allo studio e all’applicazione.

 Quali sono le doti dell’artista che si sono rafforzate in questa visita?
-Un’artista deve affinare le sue capacità, ma anche comunicare con il mondo esterno, lo deve sentire per poi rielaborare personalmente emozioni, sensazioni, stimoli, ispirazioni e restituirle al mondo in modo inconfondibile del suo talento.-
Progetti futuri?
-Laurearmi a Londra, magari trovare un lavoro in Inghilterra e tornare sicuramente in Italia. Mi ci portarono che avevo 7 anni e mi rimase così impressa che da allora decisi di studiare in Italia. Questo è stato un assaggio che mi ha lasciato un grande appetito di imparare l’arte nei suoi molteplici aspetti, non solo ceramica.

6 Dicembre 2010

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