Ramón González de la Peña Gil 

S.A. l’Emiro Sheikh Sabah Al-Ahmad Al-Sabah ha effettuato ieri una visita in Giordania dopo quasi 20 anni, dando il signale dell’inizio di un miglioramento delle relazioni a lungo molto fredde. La Giordania aveva inasprito i rapporti con il Kuwait dopo l'invasione irachena del 1990, quando aveva appoggiato il regime di Saddam Hussein. Oggi la Giordania afferma che stava cercando di risolvere la crisi diplomaticamente.

I due Paesi, nell’occasione, hanno firmato tre accordi bilaterali. Nel suo incontro con re Abdullah II a Basman Palace, Sheikh Sabah ha discusso le modalità per una più stretta cooperazione in campo economico, e sull’utilizzo pacifico dell’energia nucleare. I colloqui sono stati “fruttuosi e si sono realizzati tutti gli obiettivi”, secondo quanto riportato dal vice premier e ministro degli Esteri kuwaitiano Sheikh Mohammad Sabah Al-Salem Al-Sabah, aggiungendo che i due leader hanno trattato anche gli affari regionali e internazionali di reciproco interesse. Il Kuwait è diventato recentemente il primo investitore in Giordania, ed ha avuto un grande impatto sullo sviluppo economico del regno hashemita, con 8 miliardi di dollari spesi nel settore immobiliare, investiti in Borsa e nelle telecomunicazioni. Il commercio bilaterale, lo scorso anno, ha raggiunto i 160 milioni di dollari. Il Ministro degli Esteri ha anche sottolineato che la Giordania è stato un mercato promettente per gli investimenti arabi, grazie alle sue infrastrutture ben sviluppate e alla saggia guida del suo monarca.  

Analizzando gli accordi, il ministro ha notato che quello sulla cooperazione nel settore dell'energia nucleare per scopi pacifici, è stato possibile grazie alla Giordania, che “ha fatto molta strada in questo settore”. Nell’occasione ha anche parlato della situazione in Medio Oriente, sottolineando l'importanza del congelamento degli insediamenti israeliani nei territori arabi occupati.

Siamo ansiosi di trarre profitto dalle iniziative che la Giordania ha intrapreso per preparare una infrastruttura legislativa, per costruire impianti nucleari per la generazione di energia e per la desalinizzazione delle acque”. “Le riunioni hanno raggiunto i loro obiettivi, e abbiamo gettato le basi per una cooperazione futura”, ha concluso l’Emiro, che si dirigerà ora in Libano, dopo aver visitato anche l’Egitto e la Siria.

18 maggio 2010

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