Sventati dal Kuwait alcuni attentati e arrestati diversi affiliati allo Stato Islamico in tre operazioni dei servizi di sicurezza, nell’emirato e all’estero. Ne ha dato notizia il ministero dell’interno specificando che sono finiti in carcere cinque kuwaitiani e un cittadino asiatico, del quale non è stato reso noto il nome. Uno di questi è Talal Naif Raja, 18 anni: ha confessato di appartenere allo Stato Islamico e che stava pianificando alcuni attacchi, uno contro una moschea nel governatorato di Hawali e un altro contro una struttura del ministero dell’interno, alla fine del Ramadan o nei primi giorni della festa Eid Al-Fitr, fornendo dettagli sull’operazione. 

Un anno fa, il 26 giugno, durante Ramadan, un attentato kamikaze alla moschea sciita Imam al-Sadiq a Kuwait City, ha ucciso 27 persone e ne ha ferite 220. Un atto terroristico dell’Isis cui il Kuwait ha risposto sì con l’unità nazionale ma anche con un rafforzamento della cooperazione internazionale contro il terrorismo, in particolare con gli Stati Uniti, e mettendo con una serie di misure ancora più mirate, come quelle per regolamentare e monitorare ancora più capillarmente la raccolta di denaro a fini caritativi, il trasferimento di fondi a beneficiari internazionali e le donazioni on-line. 

Arrestati e riportati in Kuwait, non senza difficoltà per la situazione al confine tra Siria e Iraq,  i cittadini kuwaitiani Ali Mohammad Omar, 28 anni, rimpatriato col figlio avuto da una donna siriana, arruolatosi nell’EI su istigazione dalla madre, Hessa Abdullah Mohammad, 52 anni, arrestata anche lei, che avrebbe all’inizio indotto un altro figlio più grande ad aggregarsi all’Isis per poi morire ucciso in Iraq. Proprio dopo la morte del fratello, Ali Mohammad Omar ha lasciato l’Inghilterra dove studiava ingegneria, per raggiungere con la madre la città di Raqqa, in Siria, dove è stato incaricato dai jihadisti dello Stato Islamico di lavorare nel campo del gas e del petrolio.

In una terza operazione dei servizi sono stati arrestati tre appartenenti ad una cellula dell’Isis in Kuwait. Si tratta di due cittadini dell’emirato, Mubarak Fahad Mubarak di 22 anni, e Abdullah Mubarak Mohammad, 24 anni, impiegato presso il ministero dell’interno, e di un asiatico, mentre il quarto componente, un cittadino del Golfo, è ancora latitante. Secondo quanto riportato, i servizi di sicurezza avrebbero ritrovato una cassa con all’interno due Kalashnikov, munizioni e una bandiera dell’Isis.  

Un ringraziamento e parole di apprezzamento per queste operazioni sono state espresse dall’Emiro, S.A. Sheikh Sabah Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah, al vice primo ministro e a tutti i dirigenti per gli sforzi nel mantenere la sicurezza nazionale e per aver sventato degli attentati alla sicurezza e alla stabilità nazionali. Riconoscenza anche da parte dei deputati dell’Assemblea Nazionale, che non faranno mancare il loro sostegno a quanti lavorano per la sicurezza del Paese. 

7 luglio 2016

e. u.

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