Il ministro del petrolio del Kuwait, lo sceicco Ahmad al-Abdullah al-Sabah ha dichiarato oggi  che l'intesa in sede Opec prevede il mantenimento delle attuali quote di produzione di greggio, esprimendo al contempo preoccupazione per l'attuale livello delle scorte. 

"Nessun cambiamento" dichiara alla stampa che gli domanda quale sia la posizione del paese in vista della riunione straordinaria dei ministri del cartello a Luanda il 22 Dicembre. Il Kuwait, aggiunge, "crede" che ci sia un'intesa tra paesi esportatori sul mantenimento degli attuali obiettivi di produzione.

Secondo il ministro, "un prezzo compreso tra i 75 e gli 80 dollari al barile e' soddisfacente", se dovesse salire e raggiungere i 100 dollari "dovremo invece discuterne". Il Kuwait, che controlla il 10% delle riserve mondiali di greggio, e' il quarto maggiore produttore dell'Opec con una produzione di circa 2,2 milioni di barili al giorno.

Intanto settimana scorsa fra Iraq e Kuwait sono intercorsi “negoziati tecnici” sui giacimenti petroliferi in comune fra i due paesi.

La notizia rilasciata dall’agenzia di stampa nazionale Kuna, arriva attraverso un sottosegretario per gli affari tecnici del ministero del Petrolio, Ali bin Sabt, che precisa che scopo delle consultazioni è “scegliere il meccanismo migliore che garantisca in modo equo i diritti di entrambe le parti, e serva i loro interessi”. 

 “Stiamo attualmente studiando diversi accordi internazionali pertinenti come guida per arrivare al migliore accordo”, dice il funzionario, senza però fornire dettagli specifici sui negoziati o gli incontri fra i rappresentanti dei due Paesi. 

Diversi giacimenti petroliferi si trovano al confine fra i due Paesi: fra questi quello di Rumaila, considerato un mega-giacimento, con riserve per quasi 18 miliardi di barili – che in territorio kuwaitiano prende il nome di Ritqa. E poi Zubair e Safwan.

3 dicembre 2009

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