Margherita Calderoni 

Ha ancora la "abaya" donata negli anni '60 da Re saudita Feisal a suo padre, e da allora ha un idillio con il mondo arabo: i suoi sapori, le suggestioni, il design e l'arte. Perchè l'arte è il cibo della sua vita e la creatività il suo marchio di fabbrica. Crea oggetti ed eccelle in un mondo molto maschile.

Intelligente, indipendente e di talento, Jocelyn Burton ha ottenuto una grande fama nel mercato dell'oreficeria, che vede coinvolte poche donne, specialmente nei grandi lavori con bronzo e pietre preziose. Benvenuto Cellini sarebbe stato lieto di averla nella sua “bottega” (dopo tutto suo nonno era italiano e le sue origini possono risalire al XII secolo). Molta della sua ispirazione deriva dal rinascimento fiorentino, ma anche da gotico, classico, art nouveau, art deco, arte orientale e araba. Si sente a suo agio con tutto ciò che è armonioso, elegante, come le conchiglie e le pietre, che l'hanno sempre affascinata come un bel dono della terra.

Ovviamente ha i suoi gusti e le sue preferenze, ma applica le sue capacità creative per assecondare i desideri dei suoi clienti. Da così vita a piccoli o grandi capolavori come il barometro di malachite o la vetrinetta di quarzo rosa per il Sultano del Brunei, o la fontana per commemorare il giubileo d'argento della Regina Elisabetta II commissionata dalla compagnia Fishmonger, o, ancora il servito di tazze in argento e perle per il Principe Filippo d'Inghilterra.

Dalle collane ai candelabri, dai portatovagliolo ai lampadari, la bellezza del design e la perfezione dell'esecuzione danno ai suoi lavori la qualità senza tempo dell'opera d'arte, confermando Jocelyn Burton una delle orafe e designer più importanti d'Inghilterra, le cui creazioni sono conservate nelle più prestigiose collezioni private e pubbliche internazionali.

Qual'è il primo contatto con il Medio Oriente?

"Sulle "ali" dei miei genitori. Mio padre era un pilota durante la guerra, e poichè la sua vita era in cielo, e così ha continuato a volare per una compagnia inglese alla scoperta di minerali. Ha trascorso molto tempo in Arabia Saudita e mia madre, una donna molto avventurosa e molto audace, lo seguì. Sono stati molto bene lì, dopo aver trascorso anni in Iran. A casa eravamo circondati da tappeti e oggetti arabi. Amavo i disegni elaborati e i colori vividi. Ma il mio primo viaggio è stato in Tunisia, dove sono rimasta affascinata dall'architettura araba. Ho sempre avuto un profondo apprezzamento per l'arte araba, particolarmente per le moschee e la calligrafia, e sento che c'è ancora molto da imparare su quella cultura".

Jocelyn ammira molto, ad esempio, il Museo della Calligrafia e il Tareq Rajab Museum a Kuwait City, dove arrivò dopo Dubai, che nel 1976 ospitava la prima fiera del mercato del lusso. In quel periodo lavorava per la prestigiosa Asprey House di Londra, un notevole riconoscimento per il suo lavoro. Dopo il grande successo incontrò Sheikh Mohammed al Maktoum bin Rashid per la prima volta. Iniziarono così tre decadi di produzioni dedicate all'area del Golfo, dove viaggiò tra Qatar, Oman, Bahrain e Kuwait. 

“Ci sono molti kuwaitiani ricchi a Londra e sono stata fortunata ad essere presentata da John Sellars a Wedad and Abdullah al Sumait. Sellars trascorse venticinque anni in Kuwait e fu uno dei più conosciuti interior designer. Gli Al Sumait avevano una meravigliosa villa in stile palladiano da arredare. Spesero un milione di sterline per il mio lavoro”.

Nessuna meraviglia, poichè si tratta di materiali preziosi e unici. Benchè produca splendidi capolavori in oro, argento, bronzo, perle, ametista, giada, malachite, ecc., i suoi veri tesori sono le vetrine di legno nel suo studio, pieni di souvenir da tutto il mondo, in particolare conchiglie.

Sono affascinata dalla bellezza e dalla complessità della natura: l'eleganza delle forme, la raffinatezza del design, la brillantezza dei colori. Raccolgo ispirazione da ciò e dai grandi artisti del passato come Cellini,Bernini e altri, poi ambisco alla nitidezza della forma per soddisfare i miei gusti e i desideri del cliente".

 Gli obiettivi futuri?

“Continuare a fare il lavoro che amo, creare oggetti esclusivi per persone che li apprezzino. Mi piacerebbe molto incontrare il Sultano dell'Oman e l'Emiro del Kuwait, poichè hanno un debole per l'arte e la bellezza”.

Jocelyn Burton è nata in Galles nel 1946 e si è trasferita a Cambridge per studiare lingue moderne. Dopo aver realizzato di essere una persona d'azione con talento pratico, cambiò completamente strada per diventare orafa al Sir John Cass College, una scelta alquanto inusuale per una ragazza. Superò tutti gli ostacoli in un mondo dominato dagli uomini e nel 1966 vinse il Premio Internazionale De Beers per la lavorazione dei diamanti. Nel 1968 iniziò la sua personale esperienza con il Medio Oriente e due anni dopo aprì il suo studio in Red Lion street a Londra. Nel 1974 entrò nella Worshipful Company of Goldsmiths e i suoi lavori oggi sono nella collezione permanente nella Goldsmith’s Hall così come nel Victoria e Albert Museum, al 10 di Downing Street, nel Palazzo Reale Spagnolo e in residenze pubbliche e private in tutto il mondo. Ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti e premi; avere un'opera di Jocelyn Burton è un grande privilegio.

Traduzione di Alessandro Vanni

17 gennaio 2012

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