Emanuela Ulivi 

Awareness and appropriation”, consapevolezza e appropriazione. Punto di arrivo e di inizio del progetto di riscoperta  –ma sarebbe piu’ corretto parlare di emersione- di una storia antica, intento a ridisegnare un altro segmento dell’identità culturale dei popoli del Mediterraneo: una nuova soggettività a fianco dei moderni tentativi di rinnovate parentele, che non reggono il paio col suo passato. E danno sostanza, quasi il rovescio sintomatico della medaglia, all’intuizione balenata in occasione della mostra allestita tra il 2007 e il 2008 all’Institut du Monde Arabe di Parigi, La Méditerranée des Phéniciens, de Tyr à Carthage. Un titolo che era un programma, lungo i  percorsi tracciati dai Fenici che un millennio prima di Cristo hanno elargito l’alfabeto, l’arte del commercio, le usanze e le pratiche, in altri termini l’input, alle civiltà mediterranee, lanciando dal Libano un reticolo di connessioni tra un Est e un Ovest.

Lo stesso immaginato da Fabrizio Fuccello, architetto, da anni impegnato in iniziative e progetti di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, per rintracciare i tratti di civiltà e i messaggi derivati da questa pagina dell’antichità ripartendo dalle rotte e dalle colonie fenicie, dalle vestigia e dalla cultura delle città del Mediterraneo per annoverarle tra le eredità imprescindibili. Lui che vive in Libano tra Beirut e Tiro dove il vasto patrimonio archeologico è preda di tutti i venti, convinto com’è che la migliore salvaguardia del patrimonio culturale risieda nella consapevolezza dei singoli cittadini.

Mare Nostrum, cosi’ si chiama il progetto, uno dei 12 selezionati del programma Euromed Heritage IV dell’Unione Europea, nel 2009 ha  preso il largo guardando nel fondo di quel mare che i latini hanno omogeneizzato sotto le insegne dell’impero ma portava già in sé altri segni di legami tra mondi diversi. Tragitti disegnati  dai Fenici che  insieme alle merci trasbordavano elementi umani e ideali di dialogo e di coesistenza, assegnando  alle città di porto una mission ed una identità specifica. Città come Tiro, Cartagine, Tartous, ma anche Marsaxlokk e Rodi - centri nei quali le aree archeologiche oggi sono spesso oggetto del fast food turistico, isolate dal contesto cittadino e tesori solo per gli studiosi – sono state accomunate dall’idea della rinascita di una nuova coscienza da consolidare. “Il nostro obiettivo è quello di far rivivere la civilizzazione fenicia attraverso un itinerario in ogni città, creando a sua volta una rete tra questi centri”, spiega Liliane Buccianti Barakat della Saint Joseph University di Beirut, partner del progetto accanto al Dipartimento di Restauro e Conservazione dei Beni Architettonici dell’Universita’ di Firenze, che lo coordina, alla Citta’ medievale di Rodi, alla Municipalita’ di Tiro, all’Istituto Euromediterraneo del Nord Ovest Paralleli, al quale sono associate espressioni della societa’ civile come la tunisina Delarpa, la greca Aegean University, la House of Europe di Rodi, la Heritage Malta.

Tutti attratti nell’orbita di questo viaggio innescato da Fuccello che subito si è rivolto a Claudine Abdelmassih di Majal - l’Osservatorio Urbano dell’Accademia Libanese delle Belle Arti che fa capo all’Universita’ Balamad- e a Serge Yazigi che l’ha fondato, a Luigi Zangheri e Carlo Alberto Garzonio dell’Universita’ di Firenze. Dove il 24 e 25 novembre scorsi si è riunita la cabina di regia del progetto, uno dei tanti appuntamenti suddivisi tra incontri ristretti di carattere organizzativo e metodologico e altri transnazionali come il prossimo dal 23 al 27 gennaio a Tiro, dove e’ in programma la terza Conferenza sui Fenici. Occasioni per workshop e contributi di carattere internazionale che collegano Mare Nostrum a tutte le iniziative focalizzate sul comune patrimonio culturale. 
Quello intrapreso infatti e’ essenzialmente un processo di presa di coscienza da parte delle comunita’ locali e di sensibilizzazione delle giovani generazioni su una eredita’ che per quanto “impalpabile” e’ comunque rintracciabile: sia nelle sue manifestazioni piu’ evidenti come lo e’ l’archeologia da reinterpretare, sia nei gesti e nei comportamenti collettivi che passano sotto il nome di tradizione. Per realizzare che il passato e’ futuro. E che il passato e’ una risorsa.

Segno emblematico è il Vademecum di pianificazione partecipativa nelle aree marittime del Mediterraneo realizzato da Paralleli, pubblicato a marzo scorso, frutto di un lavoro a vasto raggio a Tiro e a Rodi, che fornisce un vero e proprio strumento di lavoro alle comunita’ locali per ripensare alla vita di queste citta’ anche sotto il profilo turistico. Un progetto pilota maturato col coinvolgimento degli abitanti e degli amministratori, degli operatori turistici e della societa’, da porgere alle citta’ “sorelle” come know-how da spendere per un turismo ancorato al territorio. Che insieme suggerisce – senza calarle dall’alto- strategie di governance e di rapporti tra istituzioni.

In questa  ottica si colloca anche l’iniziativa Melkart - dal nome fenicio della divinita’ piu’ importante di Tiro,Milk Qart - elaborata dall’Universta’ Saint Joseph e da Majal, alla riscoperta dei tratti lasciati dai Fenici nelle citta’ di porto che in qualche caso ancora oggi ne caratterizzano la manifattura. Tanti itinerari quante sono le citta’ coinvolte da Mare Nostrum, nelle strade e nelle botteghe, per ispirarsi ai lasciti e allo spirito di un popolo che oltre a disseminare l’alfabeto e la porpora, e’ stato magistrale nella cantieristica, nella pesca, ha fatto della contaminazione una ricchezza e del commercio un’arte, traducendo l’artigianato in tutte le sue versioni. Moderni epigoni dei Fenici, gli artigiani di oggi avranno in Melkart un marchio identificativo, uno specchio nel quale trovare nuova immagine da offrire in un grande network mediterraneo. 
Impronta sottolineata da Mare Nostrum anche attraverso dei semplici adesivi, tanti quanti gli eventi promossi, che sono molti, chiamando spesso in causa gli studenti di tutte le eta’. Ad esempio con la mostra a marzo al Palazzo dell’Unesco di Beirut, per la quale hanno realizzato una decina di video, foto e illustrazioni sulla citta’ vecchia di Tiro. Al momento  sono in corso gli workshop per 150 ragazzi delle scuole medie inferiori a Cartagine, La Valletta, Rodi, Tartous e Tiro, nell’ambito di un programma didattico preparato dall’USJ e da Majal, alla riscoperta delle citta’ di porto. Un percorso che inizia dalla carta geografica, sia quella satellitare che quella storica, per capire l’origine e i mutamenti dei centri urbani cresciuti intorno al porto, guardando alle rotte marittime e terrestri che hanno dato loro dimensione, cercando di scoprire in cosa siano diversi e quali tratti abbiano in comune con gli altri centri. Imparando a guardare il mare come un ecosistema e l’economia locale come parte di un mondo globale. La visita sul posto, le foto, gli appunti li aiuteranno a raccontare la loro “appropriation” della citta’, una accanto all’altra in una mostra itinerante. In programma c’e’ anche un concorso di idee per gli studenti delle facolta’ di Architettura delle Universita’ dei cinque Paesi, sugli spazi che legano le citta’ al loro porto e la creazione di itinerari culturali.

A tutto questo il sito web di Mare Nostrum, il cui compito principale e’ di essere perennemente in aggiornamento, fa e dovrà fare da crocevia, non solo ad uso gli attori interni ma in un respiro di più ampie contaminazioni. 
C'è ancora una terza parola che Fuccello sottolinea ed è “embedded”, incastonato, per far entrare sottopelle alle istituzioni e ai comuni cittadini non solo la cura del patrimonio per cio’ che ne deriva, ma soprattutto l’importanza di rimarcare tutte le strade lungo le quali si è sviluppata e si caratterizza la nostra identità, capace, come in passato, di costruire monumenti ideali di umanità e di pace attraverso il dialogo. Che passa attraverso emozioni pari a quelle negli occhi dei partecipanti al meeting fiorentino, nei sotterranei del Museo Archeologico di Firenze davanti ai reperti etruschi o altrettanto millenari, che portano le impronte di tante storie. Tra le quali la tua.

22 Dicembre 2011

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